Disordini alimentari e problemi nutrizionali in età pediatrica

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Sono state condotte varie ricerche sulla nutrizione dei bambini nell’età scolare e prescolare che hanno messo in evidenza notevoli disturbi alimentari e soprattutto l’esistenza di abitudini alimentari scorrette sia sul piano qualitativo che quantitativo. In particolare la dieta risulta ricca di proteine di origine animale, troppo ricca di acidi grassi saturi e zuccheri semplici e vi è scarso apporto di fibre per ridotto consumo di frutta e verdura. La dieta è inoltre squilibrata per l’alto consumo di dolci e merendine al di fuori dei pasti principali; gli spuntini devono essere costituiti da alimenti a composizione bilanciata e di facile digeribilità e somministrati ad orari costanti. Un altro problema che emerge è che spesso i bambini in tali età non fanno una prima colazione adeguata o non la fanno del tutto; la prima colazione rappresenta invece un pasto fondamentale, che dovrebbe fornire circa il 20-25% delle calorie  giornaliere. Il pasto del mattino interrompe il digiuno notturno e rifornisce l’organismo del supporto energetico necessario alla ripresa delle attività fisico-psichiche.  Fare colazione determina maggiore resistenza, migliore attitudine per il lavoro e lo studio, mantiene costanti gli indici glicemici, previene fame e di conseguenza sovra consumo alimentare nelle successive ore della giornata. Per lo studente in particolare una prima colazione idonea può svolgere effetti positivi sulle capacità di attenzione e di concentrazione sull’apprendimento e sul tono dell’umore. Deficit dell’attenzione e iperattività sono stati correlati a fattori dietetici (additivi alimentari, zuccheri, allergeni alimentari). Problemi tipici di tali età sono carie dentarie, anemia da carenza da carenza di ferro e i disturbi comportamentali e di apprendimento che sembrano derivare da scorrette abitudini alimentari.

ANEMIA DA CARENZA DI FERRO

L’anemia da carenza di ferro si può riscontrare durante tutte le età pediatriche. Fattori alimentari e necessità fisiologiche, soprattutto quelle correlate alla crescita, hanno un ruolo nello sviluppo di tale anemia. Alcuni bambini consumano una grande quantità di latte ed eliminano dalla dieta i cibi solidi, non mangiano carne e pesce o ne mangiano poca, non mangiano legumi e verdure che contengono anch’esse ferro. Per alcuni bambini la maggior parte del ferro elementare deriva da alimenti che non contengono il gruppo eme, quali verdure e cereali (come si verifica nelle diete vegetariane più strette). Un programma alimentare semplice può talora migliorare la disponibilità del ferro per bambini e ragazzi ed evitare la supplementazione farmacologica.

Foto anteprima tratta dal sito “State of mind”

dott.ssa Rosa Piraino

 

 

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