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Obesità infantile e cibi fast-food!

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Obesità infantile e cibi fast-food!

Le abitudini alimentari dei bambini si impostano e si consolidano nei primi anni di vita, pertanto sia la scuola che la famiglia devono contribuire allo sviluppo di uno stile alimentare salutare tale da permanere in età  adulta. I ritmi lavorativi e il progressivo cambiamento dello stile di vita hanno modificato le abitudini alimentari familiari con una diffusione nella popolazione infantile di un’alimentazione scorretta, con un introito maggiore di calorie, grassi saturi, proteine di origine animale, alimenti ricchi di sodio e carenza di vitamine, sali minerali, fibra. In Italia la prevalenza di sovrappeso e obesità in età  scolare è in aumento. Le cause sono molteplici, tra queste c’è  la commercializzazione di alimenti fast‐food. Il vero contenuto della maggior parte di questi prodotti preconfezionati come merendine, biscotti, patatine, biscotti, barrette di cioccolato, panini, hamburger e tanto altro hanno un elevato  contenuto di grassi saturi, zuccheri semplici e sodio. Il basso valore nutritivo degli alimenti fast‐food associato ad una strategia commerciale incentrata sull’ottimizzazione del profitto, compromette la salubrità del pasto, esponendo i consumatori a rischi di notevole importanza. Tra questi alimenti fast‐food, la maggior parte è da considerare anche junk food o cibo spazzatura. Anche le bibite gassate e/o zuccherate sono da considerarsi junk food. I rischi dei fast‐food sono numerosi e riguardano diversi aspetti igienico‐ alimentari. Rischi dei fastfood legati alla qualità  nutrizionali: densità  calorica elevata, apporto di grassi saturi, idrogenati (trans) colesterolo, saccarosio e/o dolcificanti, alta razione di cloruro di sodio, basso quantitativo di acqua, pochi sali minerali, vitamine e antiossidanti, tipici degli ortaggi freschi, acidi grassi essenziali, e basso quantitativo di fibra alimentare. Rischi legati alle molecole tossiche: riguardano soprattutto la contaminazione da idrocarburi policiclici aromatici: acroleina, formaldeide e acrilamide. Gli idrocarburi policiclici aromatici derivano dalla carbonizzazione dei grassi e delle proteine, sono dannosi per la salute poiché aumentano i rischi di mutazione cellulare del dna provocando cancerogenesi. L’acroleina e la formaldeide vengono liberati dalla combustione del glicerolo presente nei grassi, essendo delle sostanze volatili aumentano i rischi di irritazione delle mucose. L’acrilamide viene liberata dalla carbonizzazione dei carboidrati e anch’essa favorisce i rischi di cancerogenesi. Queste molecole vengono liberate a causa di alcuni tipi di cottura come la frittura, cottura su piastra e cottura alla griglia.

Rischi legati a tossinfezioni alimentari: i rischi di contrarre queste malattie sono legati prevalentemente al consumo di cibi poco salubri o contaminati che nonostante le prolungate cotture non rendono l’alimento innocuo.

Rischi legati alla diseducazione alimentare: i bambini si abituano ai sapori molto dolci o salati, consolidando pessime abitudini alimentari.

I rischi alimentari con fast‐food sono legati all’incremento di peso (massa adiposa) alla potenziale alterazione del metabolismo lipidico, glucidico e pressorio ed alla carenza di vitamine olioelementi e fibra. L’intervento precoce per prevenire l’obesità è essenziale poiché la malattia provoca un incremento della morbilità, mortalità in età adulta e un aumento della spesa pubblica sanitaria nazionale.

foto apertura tratta da “Il fatto Alimentare”

Dott.ssa Rosa Piraino

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