Un problema da non trascurare: il Diabete Mellito nei bambini

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Il Diabete mellito è una patologia cronica caratterizzata dall’aumento dei livelli di glucosio nel sangue dovuta alla distruzione delle cellule beta pancreatiche che producono insulina; il compito di questo ormone è quello di regolare l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule, si verifica, pertanto, un eccesso di glucosio nel sangue, iperglicemia. La scarsità o la mancanza di insulina non consente al corpo di utilizzare correttamente gli zuccheri introdotti con gli alimenti che vengono, così, eliminati con le urine, l’organismo è costretto a produrre energia da altre fonti, attraverso il metabolismo dei grassi che comporta la produzione dei cosiddetti corpi chetonici; l’accumulo dei corpi chetonici nell’organismo, se non si interviene in tempo può portare a conseguenze pericolose.

Il Diabete di tipo 1 è il più comune nei bambini, si tratta di una patologia cronica e, recentemente sembra essere in aumento, oggi si calcola che ne sono affette circa 250.000 persone in Italia tra cui 20.000 tra gli 0 ai 18 anni. La frequenza del Diabete 2 è in  aumento  in parallelo  con l’aumento dell’obesità infantile. Studi recenti hanno dimostrato che sia l’intolleranza ai carboidrati sia il D2, una volta sconosciuta in età pediatrica, sono ormai un problema reale e in continuo aumento. Questo vuol dire che circa 1 bambino su 4 è in sovrappeso o obeso, questo fenomeno viene definito Diabesità, un neologismo coniato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per sottolineare la stretta associazione tra obesità e D2. L’obesità causa resistenza insulinica che è la complicanza metabolica più frequente nel bambino con eccesso ponderale, questo è dovuto soprattutto alla concentrazione di trigliceridi a livello viscerale. Il metabolismo muscolare ha un ruolo centrale nella regolazione del bilancio lipidico e quindi la massa adiposa. Le cause: a differenza del D2 più frequente nell’adulto, nel bambino la causa dell’iperglicemia è la riduzione progressiva della produzione di insulina a causa della distruzione, su base autoimmune, delle cellule beta pancreatiche: la progressiva distruzione delle cellule beta comporta una riduzione della produzione di insulina e, conseguente iperglicemia. I bambini con D1 sono a più alto rischio di altre  malattie autoimmuni. Le cause del D2 non è la distruzione  autoimmune delle cellule beta, ma una complessa interazione tra molti geni e fattori ambientali. I fattori di rischio sono: l’obesità, anamnesi familiare positiva.

Nel D1 le manifestazioni iniziali sono: aumento della frequenza urinaria, polidipsia, poliuria. Circa la metà dei bambini ha perdita di peso per aumento del catabolismo e ridotta crescita. Possono essere anche presenti affaticamento, debolezza, nausea e vomito a causa della chetonuria. Nel D2 spesso i bambini sono asintomatici e la patologia può essere diagnosticata solo occasionalmente in seguito a esami di routine. La diagnosi di diabete e prediabete comprende la misurazione della glicemia a digiuno, il digiuno è definito come nessun apporto calorico per 8 ore. Il trattamento include modificazione dello stile di vita che portano un beneficio a tutti i pazienti. L’alimentazione non deve avere limitazioni purché siano rispettate le regole di una dieta sana e corretta; devono essere limitati i carboidrati raffinati e i grassi saturi e aumento dell’attività fisica. Nel D1 il piano alimentare deve essere basato sulle  normali abitudini alimentari del bambino. La dieta deve essere personalizzata in base all’età, livello di attività fisica, lo stato puberale e  la durata della diagnosi iniziale. Nel D2  i pazienti con obesità o sovrappeso devono essere aiutati a perdere peso, la corretta gestione dell’alimentazione è un elemento chiave nel garantire da un lato un normale accrescimento e dall’altro  la prevenzione e la cura dell’obesità e delle sue complicanze. Tutte le modifiche apportate dalla dieta devono essere compatibili con la crescita. L’obiettivo è fornire la giusta quantità di calorie, con una ripartizione corretta tra i carboidrati, grassi, proteine e fibre secondo i LARN (livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana). Va data attenzione alla qualità dei nutrienti, gli zuccheri semplici devono essere inferiori del 10% delle calorie totali,  i grassi saturi inferiori del  10%  ed eliminati i grassi trans. Vanno evitati alimenti ad alta densità calorica e povera di nutrienti come bevande zuccherate, succhi di frutta confezionati e alimenti a base di zuccheri semplici e alto contenuto di grassi, va aumentato l’apporto di alimenti contenenti fibra come frutta e verdura, almeno 5 porzioni al giorno. Le calorie vanno suddivise in 5 pasti al giorno (tre pasti principali e due merende). Scoraggiare il salto dei pasti e controllare le porzioni. La promozione dell’attività fisica rappresenta una strategia fondamentale per curare sia il prediabete che il diabete 2.  I disturbi alimentari sono un problema grave, negli adolescenti e influenza la capacità di aderire  ai loro regimi alimentari. I professionisti della salute  possono aiutare  a identificare e alleviare le cause.

Foto in anteprima e di copertina tratte da www.dialessandria.it e Fondazione Serono

Dott.ssa Rosa Piraino

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